Dal 20/04/2022 al 27/11/2022
Fontego dei Tedeschi

Leila Alaoui. Storie invisibili/Unseen stories

storie-invisibili

Descrizione

Il Fondaco dei Tedeschi, in collaborazione con Galleria Continua e Fondazione Leila Alaoui, presenta dal 20 aprile al 27 novembre 2022, in occasione della 59. Biennale d’Arte di Venezia 

Leila Alaoui. Storie invisibili/Unseen stories.

L’installazione dell’artista franco marocchina si compone di due parti: Les Marocains e Crossings. La prima propone una serie di gigantografie, di grande impatto visivo, alcune delle quali inedite ed esposte al Fondaco per la prima volta, che permeeranno la corte interna dell’edificio.  La seconda presenta un insieme di video e immagini e sarà ospitata al quarto piano.

Les Marocains è un progetto di ampio respiro, che ha portato l’artista a viaggiare in lungo e in largo per il Marocco con uno studio fotografico portatile, costruendo un ritratto corale del Paese attraverso i suoi abitanti. Insieme formano un mosaico di tradizioni, culture ed estetiche diverse, rivelando molti costumi che stanno gradualmente scomparendo. Più che un lavoro documentario, Les Marocains è stato un modo per la giovane artista di scoprire le proprie radici e affermare un'estetica indipendente, libera da ogni folklore che evidenzia la dignità degli individui e di un intero Paese.

Crossings racconta il viaggio intrapreso dai migranti subsahariani per raggiungere il Marocco e le coste dell'Europa. E un mix di immagini e video che si concentra sul trauma collettivo provocato dall'esperienza di attraversare i confini e diventare una comunità fragile. Mentre esplora le trame esperienziali della transizione psicologica e fisica, l'installazione fa riferimento anche al concetto di Europa come utopia problematica nell'immaginario africano.

Crossings ricostruisce il vissuto dei migranti incorporando frammenti di realtà e immagini fittizie con effetti sonori derivati dalla registrazione di narrazioni vere.

LEILA ALAOUI (1982-2016)

L'artista, fotografa e video artista Leila Alaoui è nata nel 1982 in Francia, a Parigi, e ha studiato fotografia all’Università della Città di New York. Il suo lavoro esplora la costruzione dell'identità, la diversità culturale e la migrazione nell'area del Mediterraneo. Ha usato la fotografia e il video per esprimere varie realtà sociali attraverso un linguaggio visivo che si trova al confine tra il documentario e le arti plastiche. Dal 2009 le sue opere sono state esposte in vari paesi, tra cui l'Institut du Monde Arabe e la Maison Européenne de la Photographie a Parigi, la Konsthall di Malmoe in Svezia, al palazzo nazionale della cittadella di Cascais in Portogallo, al Musée des Beaux-Arts di Montreal in Canada e più recentemente al Musée Yves St Laurent di Marrakech e alla Somerset House di Londra. L'impegno umanitario di Leila Alaoui comprende anche varie missioni fotografiche per importanti ONG, come il Danish Refugee Council, Search for Common Ground e HCR. Nel gennaio 2016, mentre lavorava per una commissione di Amnesty International sui diritti delle donne in Burkina Faso, Leila Alaoui è stata gravemente ferita negli attacchi terroristici a Ouagadougou. Non si è ripresa ed è morta il 18 gennaio 2016. La Fondazione Leila Alaoui è stata creata per preservare il suo lavoro, difendere i suoi valori e ispirare e sostenere gli artisti che lavorano per promuovere la dignità umana.

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