Winnaretta Singer | Authentic Venetian

di Pieralvise Zorzi

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Dalle macchine per cucire a principessa di Polignac, #AuthenticVenetian.

24 figli aveva Isaac Merrit Singer, multimiliardario fondatore dell’omonima ditta di macchine per cucire.

Di questo piccolo reggimento Winnaretta era la ventesima, ma per nulla sfavorita finanziariamente. Difatti passa la giovinezza tra Parigi e la villa nel Devon, a 22 anni fa un primo matrimonio con il Principe De Scey-Montbeliard che viene scandalosamente sciolto perché lei si dichiara omosessuale, infine a 29 anni incontra il suo vero Principe. La sua immagine speculare. È, appunto, il Principe Edmond de Polignac. Anche lui è omosessuale, anche lui è coltissimo: i due instaureranno un bellissimo rapporto di sublime amicizia e collaborazione nel mecenatismo culturale.

Winnaretta diventa #AuthenticVenetian all’inizio del ventesimo secolo: nel 1900 i due sono a colazione dai Curtis a Ca’ Barbaro, anch’essi contagiati da Venezia e rapidamente divenuti #AuthenticVenetians pur essendo di puro sangue americano. Mentre prende il fresco sul balcone che da sul Canal Grande  Edmond vede dal balcone il palazzo di fronte, delicato, elegante, proprio come lui: se ne innamora perdutamente. Winnaretta, che gli vuole profondamente bene, decide di donarglielo per il suo compleanno. È il palazzo Contarini dal Zaffo (Zaffo per Zaffa, Giaffa: nel 1473 Caterina Cornèr aveva creato Giorgio Contarini conte di Giaffa).

 

Venezia: Palazzo Contarini dal Zaffo, noto come Palazzo Contarini Polignac, visto dal Ponte dell'Accademia.

Così nel 1901 i Polignac diventano #AuthenticVenetians: Winnaretta festeggia il trasloco comprando subito due affreschi di Tiepolo montati su tela. Edmond purtroppo non potrà godersi a lungo la splendida dimora: morirà nel 1902. Da allora Winnaretta, completamente venezianizzata, trasformerà il palazzo in stile lombardesco, che era stato anche dei Manzoni e degli Angaran, nel centro della grande cultura musicale del ‘900.

Nel suo salotto passano Gabriel Faurè, il cui piccolo piano è ancora a palazzo, Debussy, Isadora Duncan, Ravel, ma anche Cocteau ed Ezra Pound, Marcel Proust, che a quel salotto si ispirò per quello di Madame Verdurin nella Recherche. Soprattutto, ci saranno Igor Stravinskij e Sergej Djaghilev, creatore e produttore dei Ballets Russes, con i suoi amanti: Nijinsky, Lifar, Massine.

Edmond de Polignac e Winnaretta in una foto di gruppo. Il terzo da sinistra è Marcel Proust.

Stravinskij era solo uno tra i musicisti protetti e sponsorizzati dalla Principessa #AuthenticVenetian: c’erano anche Erik Satie, Darius Milhaud, Francis Poulenc, Kurt Weil. Manuel De Falla, Isaac Albeniz, Arthr Rubinstein, Clara Haskil, e tanti altri, nella migliore tradizione di mecenatismo veneziano. Alla corte della Principessa non c’erano solo musicisti: nei saloni di Palazzo Polignac si aggira anche Ezra Pound, il poeta il cui lungo silenzio avrebbe pesato forse più delle sue parole: Winnaretta lo aiuterà nella stesura dei suoi Canti Pisani.

Così l’erede di un patrimonio industriale è diventata l’erede di un grande patrimonio culturale: quello di Venezia, continuato anche dopo la caduta della Serenissima. Il contagio è stato immediato, profondo, duraturo: ancora oggi il palazzo che vide, o meglio sentì, così tanti genii del Novecento è sede di una fondazione culturale gestita dagli eredi Polignac.

Tutto per merito di una donna che amò così tanto Venezia da divenire, per merito, #AuthenticVenetian.

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