La Guerra degli Specchi

Servizi segreti e Spie ai tempi della Serenissima - seconda parte

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Spionaggio industriale e commerciale 

Per gli ‘Inquisitori di Stato' che il Consiglio dei Dieci aveva eletto per tutelare al massimo la segretezza, la garanzia della tenuta dell’ordine pubblico e delle relazioni con gli Stati stranieri era soltanto uno degli obiettivi da perseguire.

Grande importanza veniva data anche alla prevenzione dello spionaggio industriale e commerciale.

L'Arsenale di Venezia, ad esempio, era stato circondato da alte mura in modo che non fosse possibile spiare le tecniche di costruzione navale, vanto della Repubblica e motivo della supremazia delle sue flotte.

Per tutelare, invece, l’arte del vetro muranese che correva il rischio di veder divulgati i suoi segreti a causa dell’emigrazione di manodopera specializzata, la Serenissima adottò il sistema del ‘bastone e della carota’. 

Quando non erano sufficienti la lusinga economica o la promessa di speciali privilegi, si ricorreva a minacce o punizioni esemplari.

Muranesi 'disertori' e l'esiziale aria di Pisa

A metà del 1600 un folto gruppo di operai del vetro con a capo il mastro vetraio Giovan Domenico Battaggia, si era trasferito a Pisa al servizio di Ferdinando de’ Medici.

Poco dopo il muranese morì a causa di quella che il medico di famiglia definì: ‘aria di Pisa che nella staggion del caldo è pessima e dolorosa’.

In realtà (come attesta una documento storico) il Nostro era stato raggiunto dal veleno del sicario Bastian de’ Daniel, incaricato dagli Inquisitori di Stato di mandare un segnale inequivocabile ai transfughi che, capita l’antifona, tornarono a lavorare a Murano.

La Guerra degli Specchi

Era così strategica e redditizia l’industria vetraria che, dal 1664 al 1667, divenne motivo scatenante della ‘Guerra degli Specchi’ tra Venezia e la Francia.

Luigi XIV, il re Sole, aveva affidato al Ministro Colbert il compito di dotare il regno delle manifatture necessarie alla realizzazione dello sfarzoso lusso che voleva per la sua corte.

Galleria degli Specchi - Versailles

I vetri e gli specchi di Murano erano riconosciuti universalmente per la loro insuperabile eccellenza.

Colbert convinse alcuni abili maestri muranesi a trasferirsi in Francia con la loro attività. 

Oltre al goloso premio in denaro l’astuto Ministro favorì l’emigrazione anche delle mogli dei lavoratori, riuscendo ad eludere la stretta sorveglianza a cui erano state sottoposte dopo la fuga dei mariti.

Per ‘andar alla radice’ dell’affare, gli Inquisitori ordinarono all’ambasciatore Marco Antonio Giustinian di uccidere il maestro vetraio Antonio della Rivetta, considerato il leader del gruppo. 

Le contromosse veneziane per arginare il problema si spinsero a fomentare lotte intestine all’interno di questa comunità diffondendo false notizie sulla cattiva qualità dei vetri prodotti, e spargendo il terrore, tra risse e avvelenamenti.

Alla fine una adeguata somma di denaro riuscì a convincere i muranesi a rimpatriare.

L’industria francese concorrente era però ormai avviata e la ‘Guerra degli Specchi’ fu di fatto perduta.

(segue da Servizi Segreti e Spie ai tempi della Serenissima)

 

Fonte: P. Preto 'Spie e Servizi Segreti della Serenissima'

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