Palazzo Querini Stampalia

Il Restauro di Carlo Scarpa

Palazzo Querini Stampalia

è un edificio cinquecentesco, appartenuto all’antica famiglia Querini Stampalia e valorizzato negli anni '60 del secolo scorso da un eccezionale lavoro di restauro dell'architetto veneziano Carlo Scarpa.

Nel 1869 il conte Giovanni Querini Stampalia, ultimo componente della famiglia, decise di ritirarsi al primo piano e dispose che alla sua morte il Palazzo fosse donato alla città, con tutti i suoi preziosi arredi e la ricchissima biblioteca.

La Fondazione da lui istituita si occupò di conservare ed amministrare questo prezioso patrimonio, ma con il tempo il piano terra divenne inutilizzabile perché frequentemente invaso dall'acqua alta e il giardino fu trascurato fino al completo abbandono.

Nel 1949 Giuseppe Mazzariol, direttore della Fondazione Querini Stampalia decise così di affidare all’amico Carlo Scarpa il restauro di Palazzo Querini.

Quattro furono i temi su cui si articolò l'opera del maestro: il ponte, che congiungeva l’edificio alla città, l’entrata che regolava il suo rapporto con l’acqua, il portego e il giardino.

L’acqua alta, considerata un grave problema fu, con geniale intuizione, reclutata come risorsa funzionale per trasportare la luce all’interno.

Con grande maestria nell'uso dei materiali, venne messo in comunicazione il dentro con il fuori mediante un piccolo canale che, entrando attraverso delle paratie invadeva gli spazi del piano terra fino ad arrivare ad un giardino di rame, cemento e mosaico.

A chiudere gli estremi di questo percorso d’acqua due labirinti di alabastro e pietra d’Istria.

Gli accostamenti tra elementi nuovi ed antichi, fluidi e solidi, sono spesso inondati dalla luce che filtra da feritoie, interrompendo l’opaca pesantezza della materia con eleganti e a volte poetiche soluzioni di alleggerimento.

Così il committente e amico Mazzariol rievoca il momento in cui avvenne questa inversione di ruoli tra problema e soluzione:

“Una mattina del ’61 alla Querini, quando gli chiedevo che l’acqua alta restasse fuori dal palazzo … lui, guardandomi negli occhi dopo una pausa di attesa: dentro, dentro l’acqua alta, dentro come in tutta la città. Solo si tratta di contenerla, di governarla, di usarla come materiale luminoso e riflettente. Vedrai i giochi della luce sugli stucchi gialli e viola dei soffitti, una meraviglia!”.

Diventato negli anni un modello di scuola per architetti, appassionati e studiosi dell’arte del Novecento, Il Palazzo negli anni successivi ha goduto di innovative opere di restauro progettate da Valeriano Pastor e Mario Botta.

Le cifre stilistiche di questi tre importanti protagonisti dell'architettura contemporanea si integrano in modo armonico, con misurati accostamenti di elementi nuovi ed antichi.

 

 

 

 

 

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