Venezia... non solo calli

Lista, Salizada, Borgoloco e Ruga

LISTA E LISTON

LISTA è il nome delle strade adiacenti al palazzo di qualche ambasciatore: "...che godevano, al pari degli antichi asili, alcune immunità pei deliquenti" così scrive il Tassini in 'Curiosità Veneziane'.

In queste vie centrali e prestigiose della città gli ambasciatori stranieri sceglievano la loro residenza e i veneziani venivano a 'FAR EL LISTON' cioè a passeggiare su una lista lastricata che ricopriva il pavimento in terra o (in alcuni campi) di erba.

Così avveniva, ad esempio, nel Listone di S. Stefano, come testimonia questa stampa tratta da un'incisione del Canaletto.

Qui, durante le feste per il Carnevale, le maschere arrivavano in campo per godere degli spettacoli in appositi palchi allestiti per l'occasione.

In tempi più recenti e fino alla generazione dei nostri nonni, 'far el liston' indicava la passeggiata che iniziava da Piazza San Marco, sotto la Torre dell'Orologio e terminava alle colonne di San Marco e Todaro, sul molo.

Ancora oggi sono molte le città in Veneto a chiamare 'Liston' la passeggiata principale del loro centro storico, così è a Padova, Verona, Rovigo Belluno, ma il termine arriva fino a Trieste e nell'isola greca di Corfù.

SALIZADA

Venivano chiamate così le prime strade ad essere pavimentate, appunto "selciate".

Dopo un iniziale impiego di mattoni disposti a spina di pesce (Piazza San Marco per prima), la Repubblica Veneta usò una pietra vulcanica estratta dalle cave euganee.

Nota nell'antichità e nel medioevo col nome di silex, a Venezia era chiamata masegna.

I masegni di trachite euganea erano considerati eccellenti per le notevoli doti di resistenza meccanica, lavorabilità e soprattutto, dopo una semplice bocciardatura, per la caratteristica proprietà antiscivolo.

Solo dopo il 1800 la masegna fu denominata trachite (da una parola greca che significa appunto ruvido).

Con la chiusura delle cave è diventata una pietra difficile da recuperare e questa situazione ha creato un danno culturale ed artistico che ha alimentato molte polemiche in città.

Durante i lavori pubblici si assiste infatti, sempre più spesso, alla sostituzione di alcuni degli storici basoli con piastrelloni di qualità scadente ed estetica pessima.
 

BORGOLOCO

Sono pochi i 'nizioleti' che identificano luoghi così chiamati.

Il nome pare provenire dalla frase veneziana 'tegnir uno a loco e foco', cioè tenersi un ospite in casa, dandogli un alloggio al calduccio.

Borgoloco era pertanto una zona della città particolarmente ricca di locande ed alberghi.
 

RUGA

Dal francese rue, come dice il Boerio nel suo 'Dizionario del dialetto veneziano', indica una strada fiancheggiata da entrambi i lati da abitazioni e botteghe.

Tassini in 'Curiosità Veneziane' ritiene che fu questo il nome dato alle prime strade in una Venezia antichissima e ancora scarsamente abitata. 

La vecchia denominazione rimase anche quando le nuove strade aperte in città cominciarono ad essere chiamate 'calli'.

Famosissime a Venezia sono Ruga Giuffa, Ruga Rialto e Ruga dei Oresi.

Strade dello stesso tipo e particolarmente strette o brevi, sono chiamate 'rughette'.

 

Fonti: G. Tassini 'Curiosità veneziane'

G. Lorenzetti 'Venezia e il suo Estuario'
 

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