L'isola di Sant'Ariano

Isole sconosciute della laguna di Venezia

Sant'Ariano è probabilmente una porzione della più vasta isola scomparsa di Costanziaco, situata vicino a Torcello e popolata dai profughi di Altino.

Essa si arricchì col tempo di edifici, chiese e monasteri.

Gli antichi proprietari, tra i quali i Viario, emigrati a Venezia nel '200, donarono le loro terre ad alcuni ordini religiosi che nel corso di quel secolo vi edificarono i monasteri di Sant'Ariano e di San Maffio, quest'ultimo nell'area precedentemente occupata dalla chiesa alto medievale di San Giovanni.

Ancor oggi esistono in loco dei piccoli ceppi che indicano i confini del territorio pertinente a ciascuno dei due monasteri.

 

 

Nel 1439, le monache che abitavano l'isolotto di Sant'Ariano, avendo dato scandalo per la rilassatezza dei costumi, furono trasferite in gran parte a Sant'Angelo di Zampenigo.

Le monache rimaste furono successivamente coinvolte in episodi incresciosi insieme a quattro patrizi veneziani macchiatisi di sacrilegio per essersi introdotti nel monastero.

A metà del '500 furono trasferite le ultime suore e la Repubblica eresse un grande ossario destinato a conservare i resti, che periodicamente in città venivano esumate dai sepolcri.

Già dal 1565 il sito era del tutto abbandonato e ciò che restava della antica chiesetta fu impiegato nel Seicento per ultimare la Basilica del Redentore alla Giudecca. 

L'utilizzo dell'isola abbandonata come deposito delle ossa che venivano sgomberate dai cimiteri veneziani, proseguì fino al 1933.

 

 

 

Fonte:
Prima di Venezia. Guida ad un turismo consapevole nella laguna nord, Acab, 1997.

 

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