I Mascareri di Venezia

L'arte dei fabbricanti di maschere

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L'arte dei 'mascareri e dei targheri' (fabbricanti di maschere e di scudi di cartapesta) è una delle professioni più antiche a Venezia.

L'uso della maschera nella Serenissima era frequente per diverse ricorrenze e i primi documenti ufficiali che regolamentavano il lavoro di questi artigiani risalgono al 1271, anno in cui si riunirono in 'arte' insieme ai pittori, di cui i 'mascareri' rappresentavano una specializzazione.

Ma è nel corso del XV secolo che le maschere diventarono tipiche delle feste di Carnevale e il 10 Aprile del 1436 (doge Francesco Foscari), i 'mascareri' si dotarono di 'mariegola', cioè un proprio statuto (conservato all'Archivio di Stato).

Nel 1683, quando i pittori si staccarono da questa corporazione, i 'mascareri' si unirono a 'dipintori', 'miniatori', 'disegnatori', 'coridoro' (lavoranti di cuoi dorati e dipinti), 'indoradori' e 'cartoleri' (fabbricanti di carte da gioco).

I materiali usati per la fabbricazione delle maschere erano l'argilla per il modello, il gesso per il calco, carta pesta, garza, colla di farina, cera modellata, pittura.

Secondo la statistica delle 'corporazioni d'arte e mestieri', le botteghe di maschere presenti in città nel 1773, erano solamente 12 con 31 persone impegate.

Fonti: A. Scarsella "Le maschere veneziane"

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