Il Ponte di Rialto

Monumento simbolo di Venezia

Il ponte di Rialto

La Storia del ponte di Rialto

Lorenzetti nella sua ‘Guida di Venezia’ racconta come, sin dal 1172 sotto il dogado di Sebastiano Ziani, si fosse pensato all’opportunità di unire le due rive del Canal Grande con un ponte di barche.

Pare che nel 1181 Nicolò Baratieri ne avesse realizzato uno che, secondo una delle versioni riportate fu chiamato ‘Quartarolo’ (dal nome della piccola moneta che si spendeva per attraversarlo) oppure secondo un’altra ‘della moneta’ per la sua vicinanza alla Zecca di Stato.

Verso la metà del XIII secolo il ponte di barche venne sostituito da una più solida struttura, sostenuta da pali.

Vittore Carpaccio: Il miracolo della Croce a Rialto

Nel 1310 i congiurati della rivolta di Bajamonte Tiepolo, per coprire la loro ritirata, una volta sconfitti e messi in fuga ne distrussero una parte, riparando nel loro quartiere presso le case dei Tiepolo e dei Querini a Rialto.

Il ponte fu restaurato, ma nel 1444 crollò sotto il peso della folla accorsa al passaggio del corteo nuziale del Marchese di Ferrara.

Ricostruito sempre in legno, più largo e con una porzione mobile al centro per consentire il passaggio delle imbarcazioni con alberatura, divenne una struttura integrata nel mercato di Rivoalto, prendendone il nome.

Ai suoi lati iniziarono a fiorire attività commerciali e botteghe che pagavano un affitto alla Tesoreria di Stato, utilizzato in parte per la manutenzione del ponte stesso.

Conosciamo l’aspetto di questo manufatto in legno da un dipinto di Vittore Carpaccio della fine del XV secolo e dalla famosa mappa panoramica di Venezia di Jacopo de’ Barbari del 1500.

Le notevoli cifre necessarie per la manutenzione del ponte di legno convinsero la Repubblica nel 1554 ad indire un bando per la sua sostituzione con uno di pietra.

Alla gara parteciparono i più famosi architetti del tempo: tra cui Michelangelo, Palladio e Sansovino.

Il progetto del Palladio

La questione più spinosa riguardò l’opportunità di rendere agibile lo spazio sottostante per il passaggio delle grandi imbarcazioni che trasportavano le merci per il mercato e per lo stoccaggio nei vicini Fonteghi.

Dopo molte discussioni e polemiche si decise di scartare i progetti delle archistar del tempo per realizzare quello dell’ingegnere veneziano Antonio Da Ponte, pensato con un’unica arcata di sostegno in modo da permettere agevolmente il transito in Canal Grande.

Anche eventi drammatici, come la pestilenza del 1576 e l'incendio di Palazzo Ducale del 1577, concorsero a dilatare il tempo tra il progetto e la sua realizzazione.

Canaletto, in un suo famoso capriccio d'artista, propose il ponte così come lo aveva progettato Palladio.

La costruzione vera e propria ebbe inizio però solamente nel 1588 sotto il dogado di Pasquale Cicogna, osteggiata in tutti i modi dai proprietari delle botteghe collocate sul ponte che vedevano minacciati i loro interessi economici e le loro attività commerciali.

I lavori si conclusero con successo nel 1592, ma questo non bastò a sopire le polemiche e a silenziare i detrattori. (tra le dieci cose da non perdere a Venezia)

Le leggende popolari

La voce popolare vuole che due curiosi capitelli, visibili dal Ponte, siano stati scolpiti per prendersi gioco di quanti criticavano l’opera del costruttore.

Un uomo che con espressione popolare aveva detto ‘sarà realizzato quando questo (indicando le sue parti intime) metterà l’unghia’ è ritratto con una escrescenza unghiata tra le gambe ed una donna che prometteva di farsi bruciare il basso ventre - se e quando - avesse visto il completamento dell’opera, è stata immortalata accovacciata sulle fiamme.

La costruzione

Un’unica arcata di oltre 28 metri di corda collega le due rive del Canal Grande.

Furono impiegati più di dodicimila pali di legno di olmo per sostenere le fondamenta della struttura, che ospita 24 botteghe, distribuite su i due lati.

La salita è divisa in tre rampe, una centrale larga una decina di metri con ampi gradini suddivisi in gruppi di cinque, e due rampe laterali larghe circa 3 metri.

Sulle arcate centrali, affacciate sul Canal Grande, sono visibili da un lato sculture che rappresentano l'Annunciazione: una colomba tra l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Maria (di Agostino Rubini), dall’altro San Marco e San Teodoro (di Tiziano Aspetti), della fine del XVI secolo.

Alle basi è incisa la data di costruzione del ponte insieme a quella leggendaria della fondazione di Venezia (che secondo antica tradizione avvenne il 25 marzo dell'anno 421).

Il costo totale per la realizzazione di questa ardita opera ingegneristica, che è riuscita a trovare un punto di equilibrio vincente tra tecnica ed estetica, raggiunse la cifra favolosa di 250.000 ducati.

 

Fonti: Lorenzetti 'Venezia e il suo estuario'

          VeniceWiki

Si ringrazia Francesca d'Este per la cortese correzione.

         

 

 

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