Il Campanile di San Marco

el Paròn de casa

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Il Campanile di San Marco

Simbolo tra i più eminenti della città di Venezia (e dell’Italia), il campanile di San Marco svetta, isolato, con i suoi 98,6 metri di altezza, su un lato dell’omonima Piazza

L’affetto dei Veneziani lo ha definito el paròn de casa

Architettura

La costruzione appare piuttosto massiccia, con una base quadrata dal lato di 12 metri, sulla quale poggia una struttura in mattoni alta circa 50 metri, alleggerita da lesene.

La sovrasta la cella campanaria in pietra bianca, sopra la quale un ‘dado’ sostiene la cuspide piramidale sormontata dalla statua segnavento, rivestita d’oro, dell’Arcangelo Gabriele alta 3,68 metri.

Nonostante la notevole altezza di quasi cento metri, sono perfettamente apprezzabili gli altorilievi di due leoni andanti, cioè raffigurati di profilo (rispetto all’altra classica rappresentazione ‘in moeca’ ossia di fronte) su due delle sue facce contrapposte, mentre sulle altre spiccano due figure femminili, allegoria di Venezia (o della Giustizia).

 

Tra il 1537 ed il 1549 alla sua base fu costruita una loggetta, su progetto di Jacopo Sansovino, di ispirazione classica, in seguito ampliata con un terrazzo esterno circondato da una balaustra marmorea, chiusa da un cancello in bronzo.

Cinque sono le campane che abitano la cella. La più grande e famosa è la Marangona, il cui nome deriva dal fatto che i suoi rintocchi chiamavano al lavoro i marangoni (carpentieri) dell’Arsenale; fu l’unica a salvarsi dal crollo del Campanile nel 1902.

Storia

  • Risale al IX secolo, durante il dogado di Pietro Tribuno, la costruzione della prima torre, a scopo di avvistamento e con funzione di faro (secondo alcuni su fondazioni di epoca romana).
  • Sotto l’amministrazione del doge Domenico Morosini, fu rimaneggiata con forme simili a quelle del campanile di Aquileia e di quello di San Mercuriale a Forlì.

  • Necessitò di interventi di consolidamento nel corso del XIV secolo, per la realizzazione dei quali furono reclutati ingegneri olandesi e francesi.
  • Un fulmine nel 1489 danneggiò la cuspide lignea e il furioso terremoto del 1511 lo lesionò seriamente. 
  • L’architetto Giorgio Spavento prima e il bergamasco Pietro Bon (Proto dei procuratori di San Marco) si occuparono del restauro e fu in quell’occasione che il campanile assunse l’aspetto attuale.
  • Nel 1609, fu probabilmente sulla sua loggia che Galileo Galilei organizzò per il doge Leonardo Donà la celebre dimostrazione dell’efficacia del suo cannocchiale
  • A causa delle sue caratteristiche fisiche, i fulmini costituivano una delle più gravi e frequenti cause di pericolo per la sua integrità.

Canaletto ritrae il restauro del 'paron de casa' colpito da un fulmine

  • Infatti, per questa ragione, anche nel 1653 si era reso necessario un intervento di recupero statico, che fu affidato a Baldassare Longhena.
  • Dopo l’ennesima folgorazione, che nel 1745 ne lesionò la struttura, causando anche delle vittime, finalmente l’edificio fu dotato nel 1776 di parafulmine (dispositivo inventato solo vent’anni prima dall’americano Benjamin Franklin).
  • Nella primavera del 1902, a seguito di lavori improvvidi e non autorizzati dal Proto, si manifestarono preoccupanti crepe nell'opera muraria.

Il crollo: 14 luglio 1902 alle 9:30

Nonostante il pericolo fosse stato sottovalutato, una serie di fortunate circostanze concorse nel far sì che al momento del crollo, che avvenne alle 9:30 del 14 Luglio, la Piazza fosse completamente deserta.

Non vi furono vittime, quindi, il campanile ‘si sedette su se stesso’, distruggendo la Loggia del Sansovino ed alcune arcate delle Procuratie Nuove.

ciò che rimase della Loggetta del Sansovino dopo il crollo

La Pietra di Bando, un tronco di colonna di porfido, da cui il Comandador proclamava le leggi della Repubblica, divelta dal crollo, salvò dalle macerie il vicino angolo della Basilica.

'DOV’ERA, COM’ERA' fu il motto, pronunciato dal sindaco Filippo Grimani, che informò l’opera di ricostruzione prontamente intrapresa sull'onda dell'impatto emotivo suscitato dall'evento.

Lo slogan, lanciato con la posa della prima pietra nel 1903fu riportato anche sui francobolli dedicati con una particolare emissione.

L'inaugurazione del nuovo campanile di San Marco  (tra le dieci cose da vedere a Venezia)

Il 15 Aprile 1912, festa di San Marco, il nuovo campanile fu inaugurato con grande solennità e tra l'entusiasmo generale. Vai al video originale

La vita dei veneziani girava intorno al ‘paron de casa’ sia nelle occasioni allegre sia in quelle tragiche.

Infatti, che un bicchiere di vino a Venezia si chiami ‘ombra’ sembra derivare dall’usanza di bere un ‘goto de vin' all’ombra del Campanile che per secoli e fino al 1872, era circondato da botteghe e osterie.

Mentre i condannati per reati particolarmente odiosi alla Repubblica Serenissima (soprattutto quelli commessi da esponenti del clero) venivano appesi al Campanile dentro una gabbia, per subire il ‘suplissio de la cheba’.

 

Fonti: Wikipedia

          A. Fradeletto, 'Il Campanile di San Marco riedificato' a cura del Comune di Venezia

         Giandri's 

Immagini da 'Vecchie immagini di Venezia' di Tomaso Filippi

       

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