La Basilica di San Marco

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Basilica di San Marco

La Cattedrale che troneggia in Piazza san Marco è uno dei più ammirati simboli della bellezza artistica ed architettonica dell’Italia. Riassume in sé, con opulenta eleganza, stili differenti impreziositi ed armonizzati da sontuose decorazioni di mosaici, marmi, colonne e sculture

Il poeta inglese John Ruskin così la descrive:

“...una folla di pilastri e un gruppo di cupole bianche che formano una piramide bassa che sfuma in un tono colorato, simile ad un cumulo di tesori, d’oro, d’opale e di madreperla, sotto il quale si aprono cinque grandi portali a volta, rivestiti di superbi mosaici e ornati da sculture di un alabastro brillante come l’ambra e delicato come l’avorio… Attorno ai portali s’innalzano pilastri di pietre diverse: di aspro porfido, serpentino verde cupo screziato di bianco, marmi capricciosi… di cui l’ombra, ritirandosi, lascia vedere le ondulazioni celesti, allo stesso modo che la bassa marea lascia allo scoperto le sabbie striate dalle onde”.

 

STORIA

La prima chiesa dedicata a san Marco fu costruita nell’820 per accogliere il corpo del Santo che, secondo la tradizione, due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, avevano trafugato da Alessandria d’Egitto.

Terminata la sua costruzione sotto il dogado di Giovanni Partecipazio, nell'832 la Basilica fu consacrata con la proclamazione di san Marco come patrono e protettore della città, al posto del precedente san Teodoro (Todaro per i veneziani), particolarmente onorato in Oriente.

Questa prima struttura, distrutta da un incendio nel 976, durante l’insurrezione contro il doge Pietro Candiano IV, venne ricostruita in pochi anni e riconsacrata dal doge Pietro Orseolo il Santo.

A partire dal 1063, sotto il dogado di Domenico Contarin fu nuovamente demolita per lasciare il posto alla terza basilica, quella l’attuale, edificata prendendo a modello due edifici di Costantinopoli: la chiesa dei Dodici Apostoli e Santa Sofia.

Fu consacrata nel 1094, anno in cui, secondo una leggenda, sarebbe stato miracolosamente ritrovato in un pilastro il corpo del santo, che era stato nascosto durante i lavori e poi dimenticato.

Da quella data l’impianto originale in mattoni a vista e cupole basse fu ininterrottamente impreziosito con elementi architettonici, scultorei e ornamentali che rispecchiavano il gusto e lo stile delle varie epoche.
 

ARCHITETTURA

Nella sua pianta a croce greca si riconosce la matrice stilistica orientale bizantina, in cui ognuno dei quattro bracci uguali è concluso da una cupola (più una al centro che eccede il tetto per 12 metri).

L’esterno diviso in tre differenti registri: piano inferiore, terrazza e cupole, si presenta più sviluppato in larghezza, probabilmente per distribuire i pesi, appoggiati su un terreno sabbioso, in modo equilibrato. L'edificio è infatti lungo 76.5 metri e largo 62.60, mentre la cupola centrale è alta 43 metri (28,15 all'interno).

Le cinque grandi cupole emisferiche, raccordate da pennacchi, sono sostenute da un doppio ordine di arconi a tutto sesto.
 

La facciata

Una vera e propria ‘foresta di colonne’ composta da più di quattrocento elementi, ricopre la stupenda facciata. 

Da questa, attraverso profondi portali ad arco, si entra nel nartece che gira intorno ai fianchi della chiesa permettendo ai fedeli una sosta per un raccoglimento quasi mistico in un luogo inondato da soffusa luce d’oro.

Presenta due ordini, uno al pian terreno, scandito da cinque grandi portali strombati che conducono all'atrio interno.

Il secondo ordine forma una terrazza percorribile con quattro arcate cieche, più una centrale, in cui si apre una loggia che ospita la quadriga.

L’Interno

La navata maggiore si prolunga nel presbiterio sopraelevato sulla cripta e separato dall’aula, e quindi dai fedeli, da un’iconostasi decorata con le statue dei dodici Apostoli, capolavoro della scultura gotica di Jacobello e Pier Paolo delle Masegne. Al piano superiore si osservano i matronei: ballatoi da cui le donne assistevano al rito.

Sull’altare maggiore si trova l’inestimabile Pala d’Oro, decorata da più di ottanta smalti e centinaia di pietre preziose, un tempo esibita solo in occasione delle maggiori festività religiose. Il blocco massiccio è trecentesco, alcuni smalti risalgono però al X-XI secolo.

L’opera fa parte del ‘Tesoro di san Marco’, esposto in un ambiente ricavato in una torre medievale dell’antico castello ducale. Custodisce una rara collezione di icone, calici, ornamenti e reliquiari.

Tra gli arredi della Basilica il ciborio è il più visibile e inosservato. Sostenuto da quattro colonne completamente rivestite di sculture, è adorno di meravigliose lastre di marmo verde di Tessaglia.

Al piano superiore, corrispondente alla logge, si affacciano sulla Piazza le copie dei quattro cavalli di bronzo, diventati uno degli emblemi di Venezia (gli originali sono custoditi all’interno).

L’origine di questa stupenda quadriga è incerta, greca e databile tra il IV o il III secolo a.C. secondo alcuni, oppure di fattura romana di epoca di costantiniana (III-IV secolo d. C.) secondo altri.

I cavalli furono probabilmente trasportati a Costantinopoli in seguito alla vittoria di Costantino in Occidente e ornavano l’ippodromo della nuova capitale dell’Impero. Da qui, durante la IV crociata (1204) furono prelevati dai veneziani ed andarono ad abbellire la facciata della Basilica ancora priva delle numerose sculture che la ornano ora, come si può osservare nell’immagine rappresentata nel mosaico dell’arcone di sant’Alipio, nella parte settentrionale.

Nel 1797, per volontà di Napoleone, furono portati a Parigi e istallati sull'Arc du Carrousel.

Fu grazie all'eccezionale ruolo di intermediazione di Antonio Canova, incaricato di recarsi in Francia per recuperare tutte le opere d'arte razziate, che furono restituiti alla Basilica e alla città nel 1815.

Lo scultore infatti, sebbene adorato da Napoleone, era sempre stato critico nei confronti delle vergognose spoliazioni artistiche da lui perpetrate.

Suo pertanto il merito di aver riportato in Patria la gran parte di un inestimabile patrimonio, altrimenti disperso.

I Mosaici della facciata

Rivestono le lunette diventando parte integrante della sua architettura e restituendo un effetto di leggerezza ed eleganza all’impianto massiccio della fabbrica.

Tra i mosaici originali che ornavano l’esterno della chiesa di san Marco solo quello sovrastante il portale settentrionale di sant’Alipio è del XIII secolo e raffigura la chiesa stessa come era prima delle sovrapposizioni gotiche.

I rivestimenti musivi delle altre lunette sono di fattura successiva, sostituiti ai perduti originali tra il XVII e il XIX secolo, compreso quello del Giudizio Universale del lunettone centrale.

Al piano inferiore della facciata sono rappresentate le storie del trasporto del corpo del santo: la Traslazione, in quella superiore le Feste della Chiesa.

I Mosaici all'interno

Sviluppano il tema della Gloria della Chiesa, che secondo un antico schema bizantino serviva ad accompagnare e completare le cerimonie liturgiche.

I colori dominanti sono quelli caldi, in particolare l'oro, che paiono smaterializzare le pareti proiettando lo sguardo del visitatore nella luce straniante e totalizzante dei luoghi descritti dalle Sacre Scritture.

A fianco delle navate sono rappresentate le storie di san Marco e dei maggiori santi locali, vere e proprie ‘biografie per immagini’. Questo incredibile rivestimento musivo di ben quattromila metri quadrati, fu iniziato alla fine del XII secolo e terminato dopo cento anni.

Fu eseguito da maestranze organizzate in botteghe con tecniche apprese da artigiani bizantini.

I soggetti dei mosaici sono tratti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento ed è possibile seguire la narrazione come se si trattasse di un enorme Bibbia spalancata per poter essere compresa dai fedeli.

Nel Nartece si trovano rappresentati gli episodi che vanno dalla creazione del mondo e di Adamo ed Eva fino alla vita di Giuseppe passando per le storie dell’Arca di Noè, della Torre di Babele, di Mosè.

La visita a questo monumento Patrimonio dell'Umanità non è solo una preziosa occasione di approfondimento culturale, ma una vera e propria esperienza immersiva nella bellezza che nutre lo spirito.

 

Fonti: Le Chiese di Venezia a cura di S. Vianello edizione Electa

 

ORARI di APERTURA

L’interno della Basilica viene illuminato nei giorni feriali al mattino dalle 11:30 alle 12:45 e la domenica e nei giorni festivi durante le celebrazioni liturgiche.

Novembre – Giugno:

Basilica: 9.30 – 17.00 (ingresso gratuito – ultimo accesso 16.45) – Domenica e giorni festivi: 14.00 – 16.30 (ingresso gratuito – ultimo accesso 16.15; ultimo accesso “skip the line” 16:00)
Museo di San Marco: 9.45 – 16.45 (ingresso: interi 5 € , ridotti 2,50 € solo per gruppi superiori a 25 persone)
Pala d’oro: 9.45 – 16.45 – giorni festivi: 14.00 – 16.30 (ingresso: interi 2 € , ridotti 1€ solo per gruppi superiori a 25 persone)
Tesoro: 9.45 – 16.45 – giorni festivi: 14.00 – 16.30 (ingresso: interi 3 € , ridotti 1,50 € solo per gruppi superiori a 25 persone)

Giugno – Novembre:

Basilica: 9.30 – 17.00 (ingresso gratuito – ultimo accesso 16.45) – Domenica e giorni festivi: 14.00 – 17.00 (ingresso gratuito – ultimo accesso 16.45; ultimo accesso “skip the line” 16:30)
Museo di San Marco: 9.45 – 16.45 (ingresso: interi 5 € , ridotti 2,50 € solo per gruppi superiori a 25 persone)
Pala d’oro: 9.45 – 17.00 – Domenica e giorni festivi: 14.00 – 17.00 (ingresso: interi 2 € , ridotti 1€ solo per gruppi superiori a 25 persone)
Tesoro: 9.45 – 17.00 – Domenica e giorni festivi: 14.00 – 17.00 (ingresso: interi 3 € , ridotti 1,50 € solo per gruppi superiori a 25 persone)

PRENOTA LA VISITA

Dopo il Colosseo a Roma, la Basilica di san Marco è il secondo monumento per numero di visitatori in Italia.

Ti consigliamo pertanto di acquistare un tour guidato per valorizzare la visita alla Basilica, saltare la coda e goderti al meglio questa esperienza unica.

Solo in questo modo potrai visitare aree non accessibili con il solo biglietto di entrata.

VISITA GUIDATA ALLA BASILICA DI SAN MARCO

Con una guida turistica esperta e qualificata sarà possibile visitare i preziosi interni della Basilica, evitando lunghi tempi d’attesa all’ingresso.

La visita, tra le più interessanti e complete di questo stupendo luogo sacro, comprende la descrizione dei mosaici, delle elaborate strutture architettoniche e dei numerosi oggetti preziosi custoditi al suo interno. 

Il tour durerà circa un'ora, durante il quale sarà possibile ammirare anche la famosa Pala d'Oro.

PRENOTA IL TOUR DELLA BASILICA E I SUOI TESORI (con ingresso salta fila)

Un tour esclusivo con guide qualificate (in italiano, inglese e francese) per scoprire le opere d'arte della Basilica godendoti ogni dettaglio.

Il gruppo ristretto di partecipanti ti permetterà di prendenderti tutto il tempo necessario per ammirare i tesori di questo millenario edificio sacro.

VISITA GUIDATA ALLA BASILICA (con ingresso salta fila) e al MUSEO CON ACCESSO DALLA TERRAZZA 

In questo modo potrete ammirare la Basilica di San Marco dall’alto, un’inedita prospettiva che vi permetterà di cogliere nuovi dettagli e sfumature, scoprendo le tecniche usate nella realizzazione dei suoi preziosi mosaici ed ammirare gli originali cavalli di bronzo giunti a Venezia da Costantinopoli

VISITA SERALE GUIDATA ALLA BASILICA E ALLA CRIPTA 

Dopo l’orario di chiusura al pubblico, avrete l’occasione di ammirare l’edificio-simbolo della città in completo relax, prendendo parte ad un esclusivo tour della basilica di San Marco e della sua cripta senza folla. Il tour è aperto solo a piccoli gruppi per regalarvi una visita intima ed indimenticabile!

Oltre all’accesso privilegiato alla Basilica dopo il normale orario di apertura al pubblico, il nostro tour include:

  • Introduzione in piazza San Marco
  • Visita guidata della Basilica
  • Biglietto d’ingresso alla Pala d’Oro
  • Accesso alla cripta (normalmente chiusa al pubblico)

Il tour inizierà in piazza San Marco, dove una guida locale altamente specializzata vi attende per una piacevole introduzione alla visita, permettendovi di inserire la costruzione dell’edificio nel contesto storico-artistico che ha fatto di Venezia un ‘ponte tra oriente e occidente’.

 




 

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