10/03/2017 Ora 18:00
Cinema Multisala Rossini

Zoroastro | Io, Giacomo Casanova

Film in Concorso al 35° Festival internazionale del Film sull’arte di Montreal (Canada) co prodotto dalla veneziana Kublai Film con la regia di Gianni Di Capua.

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Descrizione

Al Cinema Rossini, l'anteprima veneziana di  Zoroastro | Io, Giacomo Casanova. Saranno presenti:   

  • il regista, Gianni Di Capua
  • il produttore, Lucio Scarpa
 

Il film è basato sulla tragedie lirique Zoroastro di Jean-Philippe Rameau, e sulla traduzione italiana in versi, che Giacomo Casanova fece del libretto di De Cahausac. Prodotto da Kublai Film e BLIQfilm, in associazione con il Comune di Rimini, Sagra Musicale Malatestiana, in collaborazione con il Progetto Theresia - The Art of Patronage.

Titolo : Zoroastro | Io, Giacomo Casanova

Basato sulla trage die lyrique di Louis de Cahusac e Jean-Philippe Rameau Zoroastre e sulla traduzione

italiana e testi di Giacomo Casanova

Regia e drammaturgia Gianni Di Capua Produttore Esecutivo Lucio Scarpa
Direttore della Fotografia Giovanni Andreotta Formato full HD 16/9

Suono 2.0 (Stereo) e 5.1 (Surround) a 48hKz/24 non compresso. Durata c.71’

Interpreti

Galatea Ranzi, Casanova | Martina Tardi, Amelita | Andre s Montilla Acurero, Zoroastro | Olivier De jean Abramano, Carlotta Plebs azione coreografica.

Orchestra Theresia Youth Baroque Orchestra diretta da Claudio Astronio Produzione Kublai film | BLIQ srl | Sagra Musicale Malatestiana
Anno di produzione 2016
Uscita nelle sale Anteprima Veneto - Marzo 2017 

La realizzazione della parte musicale è a cura del Progetto Theresia - The Art of Patronage (Fondazione iCons) che ha curato la trascrizione musicale della prima versione (1749) di Zoroastre di Rameau a partire dal manoscritto originale; l'esecuzione, una prima assoluta in tempi moderni, è affidata a Theresia Youth Baroque Orchestra diretta da Claudio Astronio, con le voci soliste di Olivier Déjean, Andrés Montilla-Acurero e Martina Tardi, con la regia musicale di Mario Martinoli e l’azione coreografica di Carlotta Plebs.

Galatea Ranzi, già Premio UBU e Premio Eleonora Duse, volto noto in televisione e al cinema, da voce alla traduzione in italiano che Giacomo Casanova fece del libretto di De Cahsac, e a testi risalenti all’ultimo periodo della vita del “seduttore”, dall’esilio a Dux in Cecoslovacchia dove morirà nel 1798.

“non volevo che un eventuale interprete maschile fosse assimilato, anche se involontariamente, a Casanova. A contare è il testo e colui che lo interpreta. Come per un testo musicale, poco importa se il suo interprete è maschio o femmina. Poi, nel dettaglio, la scelta di Galatea Ranzi è maturata in ragione della sua grande esperienza e versatilità professionale, capace di cimentarsi su ruoli interpretativi più disparati e per certi versi audaci, una personalità in grado di esprimersi fra teatro, soap opera e cinema, un’esperienza singolare derivatagli dal durissimo tirocinio trascorso sotto la guida di Luca Ronconi. Un’attrice a proprio agio con i diversi linguaggi della recitazione era quindi l’ideale interprete di un impianto di testi casanoviani variegato, inedito e, soprattutto, distante dallo stereotipo del grande seduttore che la tradizione ha consacrato o, a seconda dei punti di vista, relegato.”

Galatea Ranzi attrice tra le più versatili attualmente sulla scena teatrale e cinematografica italiana e non solo: da quando Luca Ronconi, che era stato suo insegnante all’Accademia Silvio D’Amico e aveva diretto il suo saggio finale, L’amore allo specchio (1987), un fascinoso testo barocco secentesco di G. B. Andreini, la fece debuttare appena diplomata, nel 1988, come protagonista della Mirra di Alfieri allo Stabile di Torino, non ha mai perso l’occasione di confermare il suo straordinario talento d’attrice.

Ronconi le ha sempre affidato ruoli importanti nei suoi successivi spettacoli, da Misura per misura (1988), Strano interludio (1989), Gli ultimi giorni dell’umanità (1991), Questa sera si recita a soggetto (1995), fino a Lolita (2000) e Il candelaio (2000). Ha collaborato inoltre con altri registi come il greco Theodoros Terzopoulos, Cesare Lievi, Massimo Castri. Nel mondo del cinema esordisce con i fratelli Taviani con Fiorile (1993), in seguito è tornata sul set con Cristina Comencini in Va’ dove ti porta il cuore, con Tonino De Bernardi e con la regista portoghese Teresa Villaverde nel film Agua e sal continuando ad alternare il set e il teatro, fino a La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

«Le riprese di Gianni Di Capua – scrive Roberto Calabretto, critico e storico della musica per film - si adeguano ai respiri musicali della partitura, rispettandone i fraseggi e il loro sviluppo che non viene mai spezzettato. In questo modo la narrazione viene tutelata in quanto ritenuta sovrana e insostituibile: la ripresa risulta così essere un’altra via per giungere alla conoscenza dell’opera che continua ad essere tutelata in tutte le sue coordinate... Agendo in questo modo, Di Capua vince una grossa scommessa: portare ad un vasto pubblico uno spettacolo che difficilmente andrebbe a vedere nei normali circuiti di diffusione senza mai banalizzare o impoverire lo spettacolo stesso... Tutte queste scelte hanno reso Zoroastro e la sua musica ancora attuali e permettono al film-concerto di Di Capua di riproporre al pubblico i valori che hanno ispirato Rameau nel comporre quest’opera». 

 

Prezzo
€€
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