22/02/2020 Ora 16:00
San Basilio - Imbarcadero

Questa vita è un’Odissea - Casa Fullin

Venezia apre le sue case al teatro

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Descrizione

Casa Fullin Dorsoduro | Venezia

Sabato, 22 febbraio – dalle 16.00 alle 18.00

Questa vita è un’Odissea. Venezia apre le sue case al teatro

La seconda performance dei laboratori di teatro di cittadinanza del Teatro Stabile del Veneto, ideati da Mattia Berto, arriva nell'abitazione di una giovane famiglia veneziana colpita dall'acqua alta dello scorso novembre.

Dopo aver debuttato nelle stanze di Palazzo Ca' Pisani Rubelli i protagonisti del laboratorio di teatro di cittadinanza dello Stabile del Veneto, ideato dal regista Mattia Berto, sabato 22 febbraio a partire dalle 16.00, portano la seconda performance del progetto Questa vita è un’Odissea. Venezia apre le sue case al teatro nella casa della famiglia Fullin a Dorsoduro, una giovane coppia di professionisti con un bambino, che vivono a Venezia nonostante le difficoltà di una città così speciale.

La dimora della famiglia Fullin, che in gran parte si sviluppa al piano terra, durante l’eccezionale acqua alta del 12 novembre scorso, ha infatti, subito dei danni materiali ed emotivi, che portano la giovane coppia ad interrogarsi sul continuare a vivere a Venezia. Da qui l’idea, concepita insieme a Mattia Berto, di aprire le porte del proprio privato al teatro di cittadinanza dello Stabile del Veneto, una scelta dall'alto valore simbolico che vuole essere una riflessione sulla città e sui cambiamenti dei luoghi del vissuto quotidiano, traendo spunto dal famoso viaggio di Ulisse e dalla sua ricerca della strada giusta per ritornare a casa. L'obiettivo del progetto è quello di coinvolgere la cittadinanza attiva, che resiste agli stravolgimenti che accompagnano la contemporaneità, grazie alla capacità che ha il teatro di metterli in relazione.

Note di regia

Dopo essere stati ammaliati dal canto delle sirene nella prima tappa del viaggio a Palazzo Rubelli, il prossimo attracco porterà i partecipanti ad essere ospiti nella casa di Circe, ovvero l’abitazione della famiglia Fullin. La maga Circe li accoglierà insieme alle sue ancelle, offrirà loro cacio e miele ma, allo stesso tempo, trasformandoli in porci, li colpirà con la verga e li rinchiuderà nel porcile. È  grazie a Circe che si è aperta la nostra riflessione su quanto e cosa abbia maggior potere nella trasformazione della nostra personalità e del nostro carattere. Ogni allievo ha lavorato sul proprio bagaglio soggettivo per cercare di dare a se stesso e agli altri la sua personale risposta. Temi come seduzione, abbrutimento, trasformazione del corpo sono stati la palestra per la costruzione di questa nuova azione.

Grazie ai laboratori di teatro di cittadinanza al Teatro Goldoni, sta sempre più crescendo una comunità di abitanti che insieme condividono, sperimentano e usano il teatro come motore di aggregazione sociale e come osservatorio privilegiato sui cambiamenti dei luoghi che vivono. In un momento storico di grande spaesamento e perdita di coscienza sociale è incredibile come questa esperienza veneziana rappresenti una piccola eccellenza virtuosa.

Invito gli spettatori, i partecipanti ai laboratori, i padroni di casa, veneziani e foresti tutti a pensare la fragile, ma forte Venezia come la propria Itaca, una casa per tutti noi.

Mattia Berto

Per assistere alla perfomance, è necessario iscriversi entro il 20 febbraio scrivendo una mail a laboratori.teatrogoldoni@teatrostabileveneto.it. L’ingresso è gratuito, il punto d’incontro è previsto all’imbarcadero di San Basilio 5 minuti prima dell’inizio di ogni performance.

teatrostabileveneto.it

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