Dal 01/03/2022 al 08/05/2022
Teatro a l'Avogaria

"I martedì” de l'Avogaria

Sette appuntamenti con il meglio della giovane drammaturgia italiana

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Descrizione

I MARTEDI DELL’AVOGARIA TRA INQUIETUDINI GIOVANILI,  DIPENDENZA DAL GIOCO, SESSUALITA’ REPRESSA E GENI INCOMPRESI 

Sette appuntamenti con il meglio della giovane drammaturgia italiana   

Al via martedì grasso, 1 marzo 2022, ore 21.00, presso il Teatro a l'Avogaria di Venezia (Dorsoduro 1607, Corte Zappa) il nuovo ciclo de

I martedì” de l'Avogaria, rassegna che porta in laguna le produzioni più interessanti della nuova scena teatrale.  

Si parte il 1 marzo, martedì grasso, con “Rien ne va plus” di e con Marina Romondia.  Una drammaturgia originale ispirata a "Il Giocatore" di Fëdor Dostoevskij e a vicende legate all' esperienza personale dell'autrice. Sulla scena, una poltrona, una sedia e uno sgabello. I personaggi, Martina e la nonna, si muovono in uno spazio che a seconda dei momenti della narrazione si trasforma; ora la cameretta, ora il salotto di casa, ora è il casinò, ora è la sala slot di un piccolo bar di provincia. Martina scommette su ogni cosa fin dall’infanzia. Manda in fumo la carriera universitaria, trafuga e dilapida la pensione della nonna con cui vive schiava delle video-lottery, è costretta ad arrangiarsi con lavoretti senza sbocco, fino a un'ultima, esiziale puntata. 

A seguire, in occasione della festa delle donne, 8 marzo, “Madam Iris” di Alexis Georgius con Michela Mocchiutti. Protagonista di questo intenso e surreale monologo a due voci è Madama Iris, “cartomante e chiromante laureata”, che nel grigiore di una sera di pioggia, terrorizzata da un misterioso maniaco serial killer, inizia un viaggio dalla solitudine al terrore fino alla morte. Ma Iris uccide soltanto nella fantasia. Un finale ironico e noir diviene un momento di confronto personale con la vita e con la solitudine. 

Escursione poi nella comicità dissacrante. Il 15 marzo va in scena “Stand up poetry”, uno spettacolo di poesia performativa di e con Lorenzo Maragoni. Cinquanta minuti di testi originali fatti al 90% di poesia
e al 10% di tracce di stand up comedy, cercando e non riuscendo a trovare un equilibrio tra le due. Attraverso il racconto della vita quotidiana, in pezzi brevi a metà tra il teatro e una specie di concerto senza musica, si confronta con i temi classici della poesia: l'amore, l'identità, la sensazione costante che la vita sia sempre sul punto di iniziare e basterebbe fare qualcosa per iniziare a vivere davvero, ma non è del tutto chiaro che cosa. 

Le inquietudini giovanili a sfondo mistico, 22 marzo, al centro de “Il numero ventidue” di Alessia Giovanna Matrisciano con Chiara Cappelli. Il numero ventidue ripercorre, in un concerto di voci, la vera storia di amore e di anoressia di santa Caterina da Siena. Caterina è una ragazza ribelle all’ideale di vita che la famiglia le impone e trova nell’autodistruzione la via della salvezza, il necessario dire “io sono” che la società negava alle donne del suo tempo. Il percorso di maturazione di Caterina si svolge in modo non lineare, tra le luci e le ombre del suo carattere e con lo spettro inquietante della morte. Vuole tuttavia essere una storia d’amore e di coraggio. Caterina, chiusa nella sua stanza, è diventata la figura politica più importante del mondo; a prezzo della distruzione del suo corpo ha rivendicato la sua libertà di esistere e di pensare. 

Il prototipo dell’artista tormentato e incompreso. Il 29 marzo appuntamento con “Theo – storia del cane che guardava le stelle”, di e con Marco Gottardello. Dietro la porta c’è una piccola stanza con il pavimento in legno, i muri azzurri, e poco altro: un paio di sedie, un tavolino e un letto lungo la parete. Sopra il letto c’è un uomo che muore solo, vinto dalla fatica, dalle delusioni e dai fallimenti. Quest’uomo è un semplice sconosciuto, per ora. Un genio assoluto e incompreso, eccentrico rivoluzionario dell’arte del suo tempo. Quest’uomo è Vincent van Gogh. Ma il mondo non lo piangerà, per ora. Lo piange l’unica persona che per prima ha capito il suo talento: Theo, la spalla dimenticata dell’eroe, che ora non potrà far altro che arrendersi e prepararsi al funerale del suo eroe. 

Penultimo appuntamento del ciclo, 12 aprile, con “Petrolio, una storia a colori”, testo di Beatrice Gattai per la regia di Alessio Di Clemente.  I disabili hanno diritto a una figura per l’assistenza sessuale? L’utero in affitto è una scelta eticamente corretta? La prostituzione va legalizzata? Petrolio non prende posizioni, racconta tre storie. Petrolio è una storia d’amore, ma non è una storia romantica: parla di evoluzione. È un frammento di vita che suggerisce cosa può accadere ad un essere umano quando oltrepassa la “linea del fuoco”, quando si trova a dover attraversare quei passaggi stretti dell’esistenza che possono distruggerlo in un attimo o portarlo ad evolversi. Tre personaggi: un uomo e una donna con storie difficili alle spalle, eppure così diversamente affrontate, e infine un ragazzo portatore di handicap e di bellezza. Bellezza, sì. Perché alla fine, dietro la collina dell’integrità umana, splende sempre il sole. 

Gran finale, 8 maggio, con “Ciccioni con la gonna” di Nicky Silver. Un’opera in tre atti che racconta in modo estremo e inconsueto della nascita e successiva distruzione della famiglia Hogan: un padre regista nel vortice di Hollywood, una madre naïve che deve imparare come comportarsi in società, un’amante giovane che sogna di lasciare il porno per ruoli più maturi, e un figlio ossessionato da Catherine Hepburn. Tutto inizia nel momento in cui Phyllis, la madre e Bishop, il figlio sono coinvolti in un incidente aereo e si ritrovano su un’isola deserta. Quando dopo cinque anni torneranno a casa, le cose hanno ormai preso una strana piega... Come fare per ritrovare un equilibrio? Sangue, Hollywood, e banane. Benvenuti in casa Hogan.

 

Prezzo
Informazioni aggiuntive

Per tutte le informazioni e prenotazioni consultare il sito: 

http://www.teatro-avogaria.it/,Mail: avogaria@gmail.com  

Tel. 0415285711  335 / 372889 

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