21/01/2022 Ora 00:00
Teatro Malibran

Casanova opera pop

un musical per i 1600 anni di Venezia

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Descrizione

Casanova opera pop, un musical per i 1600 anni di Venezia sulla storia del più noto avventuriero

Ideato e prodotto da Red Canzian come regalo per i 1600 anni di Venezia che sarà presentato in anteprima assoluta al Teatro Malibran il 21 gennaio 2022.

Un’opera che nasce dalla voglia di dare un musical a Venezia. È così che nasce “Casanova opera pop”, un musical concepito e prodotto da Red Canzian che verrà presentato in anteprima assoluta al Teatro Malibran, a gennaio, come regalo per i 1600 anni della città di Venezia. Due ore di musica inedita e  21 performer selezionati fra attori-cantanti e ballerini-acrobati per dare vita a uno degli avventurieri veneziani più amati, controversi e conosciuti della storia.

“Nei compleanni di solito si fanno dei regali e io per 1600 anni di Venezia ho voluto fare un regalo a questa città splendida, meravigliosa e unica, scrivendo un musical: perché Venezia, pur essendo una città incredibile, era l’unica a non avere ancora un musical e adesso ce l’avrà – racconta il cantante e compositore trevigiano – è la storia romanzata di Casanova, anche se credo che la sua storia fosse davvero un romanzo, uno spettacolo importante con immagini di realtà immersiva e dopo dieci minuti il pubblico si ritroverà davvero nella Venezia del 1755. Abbiamo elaborato le immagini che vengono proiettate sullo schermo, dentro al quale avviene tutta la storia, con gli attori che si muovono, cantano e ballano sul palco dal vivo”. Il tour partirà il 21 gennaio da Venezia per poi approdare al Teatro Creberg di Bergamo, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine a Udine, al Teatro Arcimboldi di Milano, al Teatro Comunale Mario del Monaco di Treviso e al Teatro Alfieri di Torino.

“In tutto saranno trenta recite – spiega Canzian – non ne abbiamo fatte di più perché ci sono due anni di teatri intasati da quello che non è stato messo in scena a causa dell’emergenza sanitaria e quindi era quasi impossibile trovare lo spazio. Ma trenta rappresentazioni fatte bene ci bastano per chiamare i manager da tutto il mondo, perché Venezia va poi esportata. C’è gente che attraversa il mondo per venire a vedere Venezia: noi gliela porteremo a casa. La porteremo a Seul, in Cina, in Russia, negli Stati Uniti, in Sud America, oltre che in Europa ovviamente. Credo sia una maniera fantastica di promuovere un posto che spesso definiamo “incredibile” ma che in realtà è un po’ più di incredibile”.

Tratto dal best seller di Matteo Strukul, “Giacomo Casanova – La sonata dei cuori infranti”, romanzo di ambientazione storica uscito nel 2018 e tradotto in oltre dieci lingue, “Casanova opera pop” racconta in maniera diversa Casanova nel pieno della sua vita, a 35 anni, al rientro dall’esilio e strenue difensore di Venezia dai giochi di potere che la vorrebbero venduta allo straniero. “Casanova mi ha sempre affascinato ed è sempre stato sottovalutato nella sua narrazione di tombeur de femme e niente più – continua l’artista, entrato nel 1973 nella storica band dei Pooh – era un filosofo, un chimico, un uomo che conosceva molto bene le lingue, la cabala, desiderato dalle grandi corte europee, amico di Madade De Pompadour. Il mio Casanova è un supereroe buono, che piacerà anche ai bambini, che si innamora perdutamente di una ragazza di 19 anni per la quale mette in dubbio tutta la sua vita e tutte le cose che deve vivere. È un Casanova molto romantico”.

Con la regia di Emanuele Gamba, il musical è stato concepito in piena pandemia. “Abbiamo fatto le prove in un momento in cui non si sapeva se i teatri avrebbero aperto e tutti ci consigliavano di fermarci – spiega Canzian – ma io e mia moglie Beatrix Niederwieser, che abbiamo prodotto questo lavoro che sta diventando un colossal, volevamo con tutte le nostre forze farlo e portarlo in scena perché Venezia meritava qualcosa di imponente e forte. Come dice giustamente mia moglie, lo consideriamo il nostro terzo figlio”.

Ad affiancare Canzian in questo percorso, c’è infatti un team di professionisti locale e nazionale: come Milo Manara, che ha realizzato l’artwork dell’opera; Massimo Checchetto per le scenografie, direttore degli allestimenti scenici al Teatro La Fenice; Fabio Barettin per le luci, lighting designer alla Fenice; la stilista Desirèe Costanzo e l’atelier veneziano di Stefano Nicolao per i 120 costumi; lo stilista Gian Pietro Muraro, specializzato nella creazione di costumi in maglia, oltre al Politecnico calzaturiero del Brenta che, insieme alle aziende del comparto, ha realizzato le calzature.     

 

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