Dal 27/06/2019 al 13/07/2019
Splendid Venice Hotel
Teatro La Fenice
Chiesa della Pietà
Isola di San Servolo

XII edizione di Venezia Jazz Festival

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Descrizione

Venezia Jazz Festival, al via uno dei festival più raffinati dell’estate.
Da giovedì 27 giugno omaggio a Piazzolla allo Splendid Venice Hotel.
Poi al Teatro La Fenice con l’anniversario ECM e il ritorno di Dee Dee Bridgewater.

Fino al 13 luglio.

Al via la XII edizione di Venezia Jazz Festival, firmata da Veneto Jazz. Giovedì 27 giugno (e fino al 13 luglio), con un suggestivo concerto nell’altana dello Splendid Venice Hotel, l’omaggio ad Astor Piazzolla di Andre Dessi e Massimo Tagliata (ore 19.30), si inaugura uno dei festival jazz più raffinati dell’estate,  un viaggio nei luoghi più affascinanti della città, dagli hotel di charme  ai teatri, dalle isole della laguna alle chiese. Cuore del programma, due serate imperdibili al Teatro La Fenice, con la celebrazione dei 50 anni della casa discografica ECM (7 luglio) e il ritorno sulle scene Dee Dee Bridgewater con il suo omaggio alla Francia e a Josephine Baker (8 luglio).

Venerdì 28 giugno (ore 20.30), al Laguna Libre, jazz club del festival in Fondamenta di Cannaregio, l’etno – rebetiko di Neochori, virtuoso ensemble greco-veneziano.

Pipe Dream è il frutto di una collaborazione internazionale tra Hank Roberts, violoncellista leggendario, e quattro tra i musicisti più creativi e trasversali della nuova scena italiana, Pasquale Mirra, Zeno De Rossi, Giorgio Pacorig e Filippo Vignato, uniti in una formazione dal suono singolare, capace di spaziare tra atmosfere cameristiche, echi africani, new music e folk-rock statunitense (Sale Apollinee, domenica 30 giugno). Hank Roberts è anche il protagonista di un workshop sull’arte dell’improvvisazione (1 – 2 luglio, Caos Studio), con un saggio finale in programma alla Chiesa della Pietà in collaborazione con il Collettivo FAM (martedì 2 luglio, ore 20.30, ingresso libero).

Performance di piano solo per l’architetto dei suoni, Jon Balke, poliedrico pianista e compositore norvegese, seguita dal duo con il trombettista e compositore di confine Giorgio Li Calzi (Sale Apollinee, giovedì 4 luglio, ore 19.30).

Nel festival, ancora spazio alla formazione con il rinnovato workshop dedicato alle apparecchiature Moog ed ai sintetizzatori elettronici, diretto da Enrico Cosimi, all’Isola di San Servolo, battezzata per l’occasione  “The Island of Electronicus” (2-6 luglio), con un grande evento finale: in scena Alexander Robotnik, al secolo Maurizio Dami, produttore musicale italiano, uno dei pionieri della disco italiana, autore di Problèmes d’amour (1983), vero inno dell’italo-disco (venerdì 5 luglio, dalle 19.00).

Domenica 7 luglio (ore 20.00), per il “50th Anniversary of ECM”, in scena in un’unica, straordinaria serata, tre artisti rappresentativi della storia dell’etichetta di jazz e musica contemporanea, fondata da Manfred Eicher nel1969. Si tratta del maestro di oud tunisino Anouar Brahem, del poliedrico polistrumentista brasiliano Egberto Gismonti, dell’inossidabile Enrico Rava, artisti e maestri diversissimi fra loro, accomunati da quel suono e quella filosofia che rende ECM riconoscibile nel mondo.

Con “The astounding eyes of Rita”, l’album dedicato alla memoria del poeta palestinese Mahmoud Darwish (1941-2008), del quale ricorrono i dieci anni dall’uscita, il virtuoso del liuto della tradizione orientale Anouar Brahem (oud) propone un nuovo ensemble con Klaus Gesing (clarinetto basso), Björn Meyer (basso) e Khaled Yassine (darbouka, bendir). Dal ricco repertorio del jazz (John Surman, Dave Holland, Jan Garbarek e Jack DeJohnette sono alcuni dei solisti caduti sotto i suoi incantesimi melodici) alle diversificate tradizioni mediterranee ed orientali (dalla nativa Tunisia ai confini di India ed Iran), la musica di Anour Brahem rigorosa ma sensibile ridefinisce constantemente un intelligente universo composito di poesia e cultura, che cerca sempre un equilibrio tra discrezione e sensualità, nostalgia e contemplazione.

In una delle sue rare apparizioni italiane, performance di piano solo e chitarra per il formidabile Egberto Gismonti, uno dei più apprezzati ambasciatori del Brasile e delle sue contaminazioni musicali. Il settantaduenne compositore, figlio di una siciliana e di un libanese, rappresenta un unico tra influenze classiche, lo sconfinato patrimonio musicale brasiliano e le tradizioni indigene della selva amazzonica. Ha composto musica per il cinema, il teatro e la televisione e realizzato più di sessanta dischi, registrando anche con illustri nomi della musica internazionale come Charlie Haden, Jan Garbarek, Naná Vasconcelos.

Alla soglia degli 80 anni,  Enrico Rava ha voluto pensare ad una Special Edition,  raggruppando  i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni,  per rivisitare i brani più significativi della sua carriera, rivisti in un’ottica odierna, ed interpretare  nuove composizioni scritte per questa occasione.  Sono Francesco Bearzatti (sax tenore), Giovanni Guidi  (pianoforte), Francesco Diodati  (chitarra), Gabriele Evangelista (contrabbasso), Enrico Morello  (batteria).

Lunedì 8 luglio (ore 20.00), a calcare il palcoscenico del Teatro La Fenice, l’altra protagonista del festival, Dee Dee Bridgewater. Con Ira Coleman (basso), Louis Winsberg (chitarra), Marc Berthoumieux (fisarmonica), Minino Garay (percussioni), la grande voce del jazz riporta sulle scene “J'ai Deux Amours”. Con questo progetto rende omaggio a quella che è stata la sua casa per 17 anni, la Francia, con una serie di brani strettamente collegati alla carriera ed alla vita di Josephine Baker, la famosa performer statunitense naturalizzata francese. Il concerto celebra anche famosi chansonniers dell'epoca come Edith Piaf e Charles Trenet.

La Chiesa della Pietà ospita il duo del fisarmonicista Luciano Biondini e del clarinettista Mosè Chiavoni. Insieme hanno dato vita, nel 1998, al Duo Malastrana, caratterizzato da una forte ricerca espressiva sulla musica klezmer. Presentano “Rosso” (martedì 9 luglio, ore 19.00).

Musiche ed atmosfere di estrema eleganza e raffinatezza, sonorità del nord Europa con rarefatte atmosfere dell’artico si mescolano di Mediterraneo e si contaminano di sonorità italiche e balcaniche, grazie al bandoneista marchigiano Daniele di Bonaventura, in duo con il norvegese Arild Andersen, musicista incredibile, un maestro del contrabbasso e colosso della ECM (T Fondaco dei Tedeschi, giovedì 11 luglio, ore 20.30, ingresso libero su prenotazione).

A Palazzo Grimani, il Brass Flow con Pasquale Paterra (tromba, flicorno ed effetti) e Glauco Benedetti (tuba, trombone e bombardino) per una musica d’avanguardia, ricca di cantabilità e melodia (sabato 13 luglio, ore 19.30).

Laguna Libre, l’osteria della cultura in Fondamenta Cannaregio, è il jazz club del festival, con un ricco programma di “Waiting for…” e durante i giorni della manifestazione (www.lagunalibre.it).

Venezia Jazz Festival è organizzato da Veneto Jazz in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione del Veneto, Città di Venezia, Teatro La Fenice, San Servolo Servizi Metropolitani, T Fondaco dei Tedeschi,  Istituto Chiesa della Pietà e con il sostegno di Despar e Classic Boats Venice. Special partner: Splendid Venice Hotel. Media partner del festival: Venezia News, Jazzit.

Grazie alla partnership con Classic Boats Venice, a chi presenta un biglietto di un concerto di Veneto Jazz sarà riservato uno sconto del 25% sul noleggio delle imbarcazioni (per informazioni  (https://www.classicboatsvenice.com/it/).

La direzione artistica è a cura di Giuseppe Mormile.

Maggiori informazioni: www.venetojazz.com

Informazioni:
Veneto Jazz - jazz@venetojazz.com - mob. (+39) 366.2700299 – www.venetojazz.com

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