18/02/2016 Ora 19:00
Galleria Massimodeluca

Entrare nell'opera

Inaugurazione

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Descrizione

La Galleria Massimodeluca presenta la prima mostra del 2016 negli spazi di via Torino:

Entrare nell’opera, collettiva con opere di Paola Angelini, Stefano Cozzi, Marie Denis, Dominique Figarella, Graziano Folata e Stefano Moras.

Il progetto espositivo, a cura di Daniele Capra da un’idea di Marina Bastianello, direttore artistico della Massimodeluca, nasce “dalla volontà di mettere a confronto artisti la cui ricerca punta all’avvicinamento emotivo e concettuale all’osservatore, nella consapevolezza di come la pratica artistica sia una continua e inesausta inquisizione dello sguardo altrui” spiega Capra.

La mostra - costituita da una dozzina di opere che spaziano dalla pittura al video, dalla fotografia alla scultura e all’installazione - trae ispirazione dall’azione di Giovanni Anselmo Entrare nell’opera, lavoro che indaga con particolare intensità il rapporto visivo con lo spettatore e le dinamiche di coinvolgimento psichico nei confronti dell’opera.

Nel 1971 Anselmo colloca una fotocamera su un cavalletto puntando l’obiettivo verso il prato che gli sta davanti, scegliendo la modalità dello scatto ritardato. Poi preme il pulsante e inizia a correre, dando le spalle all’obbiettivo. Ne risulta una foto in cui l’artista è ritratto di spalle, in movimento. Il nome dato all’azione è particolarmente significativo: Entrare nell’opera. È un titolo aperto, polisemico, in cui le possibili interpretazioni si sovrappongono e si fondono. È innanzitutto Anselmo ad entrare fisicamente, correndo, nella natura. Nel contempo egli entra con la propria presenza personale nell’opera d’arte che sta realizzando: la foto che ne risulta è infatti un autoritratto, sebbene di spalle e sfuggente. Ma c’è un terzo grado significativo a cui il titolo allude, rivolto all’osservatore: l’immagine fotografica documentativa consente allo spettatore i medesimi gradi di libertà dell’artista, permettendogli di entrare doppiamente nell’opera (cioè sia nella natura stessa che nell’azione di Anselmo). L’artista carica così emotivamente lo spettatore affidandogli un ruolo centrale, non differente dal proprio, scambiando i punti di vista tra soggetto attivo che osserva e oggetto guardato.

Entrare nell’opera analizza come la ricerca del coinvolgimento, psichico ma anche percettivo e spaziale, sia una delle strategie più significative dell’arte, non solo dei nostri giorni (si pensi ad esempio a molti autori fiamminghi che, a partire dal Quattrocento, hanno cercato di rappresentare, attraverso specchi o riflessi di luce, piccoli scampoli di mondo che non sono collocati di fronte all’occhio dell’artista, ma giacciono al contrario alle sue spalle). L’identificazione diretta con l’autore o l’artificio tecnico che delimita un’area entro cui può muoversi lo spettatore, in un abbandono immersivo e contemplativo, si avvicina alla scelta dell’uso della narrazione in prima persona, modalità che consente al lettore di sviluppare un sentimento di immedesimazione e prossimità emotiva con il protagonista.

Al termine della mostra verrà pubblicato un catalogo con le immagini delle opere e i testi del curatore.
 

Informazioni aggiuntive

Biglietto: entrata libera

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esempio: 18/08/2018

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