Caligola

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Domenica, Luglio 1, 2018

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L’avventura comincia nel gennaio 1980, con il concerto solitario di Paolo Conte (piano e voce) al Cinema San Marco di Mestre. L’associazione culturale promuove musica al di fuori dei circuiti istituzionali, all’interno di spazi presi in affitto, senza alcuna sovvenzione pubblica. E’ il tempo delle grandi stagioni dedicate al folk–blues, al rock, alla musica d’autore. John Renbourn e Peter Tosh, ancora Paolo Conte (due anni dopo; questa volta al Teatro Corso accompagnato dal suo primo vero gruppo) e Mike Bloomfield, Weather Report (quelli di Jaco Pastorius, protagonisti di un memorabile concerto con tutto esaurito al Palasport Tagliercio di Mestre) e Irio De Paula (esibitosi in solitudine al Teatro dei Frari di Venezia), sono i nomi legati a questo periodo.

Si consolida, dopo il 1984, la collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia. Le stagioni jazz organizzate al Toniolo hanno risonanza nazionale e la programmazione del teatro mestrino è conosciuta ed apprezzata in tutta Italia.

Dall’autunno 1994 le stagioni promosse da Caligola con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia si chiamano “Musica e Linguaggi”, e propongono alcuni dei più originali protagonisti della musica del nostro tempo, senza preclusioni di generi. Sono memorabili i concerti di David Byrne al Teatro Toniolo di Mestre, realizzato con economia di mezzi ma grande intuito e coraggio, e del Kronos Quartet al Teatro La Fenice di Venezia, rispettivamente nell’ottobre e nel novembre del 1994.

Proseguono al Toniolo le stagioni concertistiche denominate “Musica e Linguaggi” anche se, a partire dal 2003, diminuiscono progressivamente i contributi comunali. Viene abbandonata l’attività nei teatri veneziani, ma il Toniolo continua ad ospitare artisti importanti: Patti Smith nel 2002, Richard Galliano nel 2003, Ludovico Einaudi nel 2004, Stefano Bollani, Enrico Rava e Tuck & Patti nel 2005; Ray Lema–Chico Cesar e Gary Burton nel 2006, Omara Portuondo e Ron Carter nel 2007, Noa e Taraf de Haidouks nel 2008. Le stagioni del Toniolo si chiudono nel 2009, con un trittico concertistico dedicato al pianoforte (memorabile l’esibizione solitaria di Abdullah Ibrahim). Nel gennaio 2010 il Caligola ha festeggiato i 30 anni continuativi di attività (1980–2010)

Si rivela altrettanto importante l’attività condotta negli spazi più piccoli, prima al Teatro del Parco (Mark Turner, Lee Konitz) poi, a partire dal 2006, all’Auditorium del Centro Culturale Candiani, dove nasce la rassegna “Jazz Groove”, che resta l’unica forma di collaborazione continuativa con il Comune di Venezia. E’ uno spazio piccolo ma dotato di ottima acustica, soprattutto in grado di ospitare produzioni, sia teatrali che musicali. In sei anni di programmazione sono stati ospitati una cinquantina di artisti, alcuni di questi assai prestigiosi come, solo per fare qualche nome, Dino Saluzzi e Steve Coleman, Mafalda Arnauth e Al Foster, Lee Konitz e Anthony Braxton, oppure, fra gli italiani, Fabrizio Bosso e Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi e Marco Tamburini, Petra Magoni e Pietro Tonolo. Molto adatto agli spettacoli multimediali, in cui la musica può interagire con teatro, poesia, danza ed immagini, il Candiani ha visto realizzarsi anche alcune produzioni discografiche. Degno di nota è il disco «Quartet (Mestre) 2008» di Anthony Braxton.

Un’ultima importante novità è costituita nel 2009 dalla nascita di una collaborazione proficua con la Basilica dei Frari di Venezia, che ha ospitato sin qui quattro rassegne. La suggestione della pala dell’Assunta di Tiziano, capolavoro del Rinascimento italiano, ha toccato profondamente Omar Sosa, Enrico Pieranunzi, Michael Nyman, Danilo Rea, Enrico Rava e Jan Garbarek (qui con l’Hilliard Ensemble), ospiti delle prime edizioni di “Musica ai Frari”. Il potente organo della Basilica veneziana, un Mascioni del 1927, è stato utilizzato da Claudio Cojaniz per la registrazione di un disco, «Shadows of Colours» (Suite in nine parts for contemporary organ). Il 2011 si chiude infine con la presenza di Vinicio Capossela, che il 15 dicembre presenta ai Frari una versione “unplugged” del suo più recente lavoro (e disco), «Profeti, marinai e balene». Un evento che contribuisce a mantener alta l’attenzione degli appassionati sull’attività della Basilica veneziana.

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