Basilica dei SS. Maria e Donato di Murano

Donato, il Santo che sconfisse il drago con il segno della croce

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Basilica dei SS Maria e Donato

Storia:

Questo antico edificio, nell'Isola di Murano, è uno dei massimi esempi di stile veneto-bizantino della Laguna.

La data della sua fondazione è incerta ma attualmente gli studiosi concordano nel situare il primo impianto della Basilica nel VII secolo d.C.

E’ con la ricostruzione del XI secolo che l’edificio assunse la forma attuale.

Già intitolata a Santa Maria Genetrix (999), fu dedicata anche a San Donato, Vescovo di Evorea, in seguito alla traslazione del suo corpo da Cefalonia a Murano avvenuta nel 1125.

La leggenda narra che il Santo affrontò e sconfisse, con il solo segno della croce, un drago che uccideva e divorava gli abitanti della Regione.

Dietro l’altare maggiore sono esposte, quasi a farsi gioco della creduloneria popolare, delle ossa di balena spacciate per quelle dell’essere mostruoso vinto da Donato.

Architettura:

L’edificio accoglie il visitatore che proviene dalla via principale, cioè il ponte che attraversa il canale, con un’incantevole abside, traforata da due eleganti file di archi bizantini, poggiati su coppie di colonnine marmoree che sorreggono capitelli in rosso di Verona alternati ad altri in pietra d’Istria.

Il caldo mattone della parete retrostante contribuisce a realizzare un sorprendente effetto scenico, fornendo uno sfondo che esalta il gioco delle forme e dei colori.

La facciata, in rivisitato stile ravennate, è rivolta verso ovest e si raggiunge dopo aver seguito il perimetro intorno alla Chiesa.

I basamenti che fanno da stipiti alla porta centrale d’entrata furono realizzati tagliando longitudinalmente un’ara romana, parte del monumento funebre di un magistrato altinate, la cui urna è collocata all’interno dell’edificio, reimpiegata e adattata alla funzione di fonte battesimale.

L’interno è a croce latina con tetto ligneo a carena di nave a coprire le tre navate, divise da ognuno dei lati da cinque colonne di marmo greco, con deliziosi capitelli in stile veneto-bizantino.

Appena entrati si viene catturati dall’effetto straniante del mosaico su fondo d’oro che copre il catino absidale.

In esso trionfa in bellezza e tenera soavità una Madonna orante, opera del XII secolo, che lascia senza parole.

Ci si deve riprendere in fretta dallo shock estetico per questo capolavoro e tornare con i piedi per terra ed ammirare lo splendido mosaico pavimentale del 1140, come riporta la data incastonata tra le tessere.

Questa eccezionale composizione musiva, coeva ma cromaticamente più ricca di quello della Basilica di San Marco, disegna elementi vegetali e figure animali, tipiche decorazioni del periodo paleocristiano e raffigura personaggi biblici, con un suggestivo repertorio di allegorie coerente alla funzione narrativa e didascalica tipica delle arti figurative medievali.

Donato, insieme a Todaro e Giorgio forma la triade dei 'Santi Sterminatori di Draghi' così cara all'immaginario mitico degli antichi veneziani.

 

Fonti: V. Zanetti 'La Basilica dei SS. Maria e Donato di Murano'

          J. Ruskin 'Le pietre di Venezia'

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